Come sviluppare un’intelligenza emotiva che ti porti a far carriera

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Se c’è una cosa che, anche in adolescenza, non mi ha mai veramente appassionato sono proprio i videogiochi.

Forse perché troppo fantasiosi e astratti per me che da sempre sono alla continua ricerca della concretezza.

Sia mia che per gli altri.

Riconosco però che alcuni di essi abbiano una componente particolarmente interessante.

Hai presente quei casi in cui, proprio a inizio videogioco, bisogna crearsi un personaggio da zero?

Ecco, quella cosa mi ha fatto ragionare.

Perché continuare a nascondersi dietro a quel pigro “sono sempre stato così di carattere” e non iniziare a scegliere quali tratti personali aggiungere o sviluppare?

Sì ma…da dove parto?

È vero, nella realtà non abbiamo dei parametri già definiti da un programmatore e solo da regolare in base al nostro piacimento all’avvio del gioco.

Però vedi, se potessi darti un suggerimento da cui partire…

Uno col quale riuscirai a rivoluzionare la tua vita intera…

Beh, quello sarebbe senza dubbio uno e uno solo.

Impara cos’è l’intelligenza emotiva e continua a svilupparla ogni giorno.

Coltivando questa abilità, la tua crescita, sia professionale che personale, avrà un boost incredibile e non potrai che beneficiare di tutti i successi che ne deriveranno, non solo come individuo, ma anche in tutti i rapporti sociali che terrai.    

Ok, ma quindi di cosa stiamo parlando? 

Cosa significa intelligenza emotiva?

Seguimi che partiamo passo passo dall’inizio. 

Cos’è l’intelligenza emotiva?

Sono certo che più di una volta ti sarai ritrovato a pensare che una persona non meritasse quel tipo di carica o quel posto di lavoro perché credevi che “non fosse poi così brava”.

Ecco, non ti voglio dire che sia sempre sbagliato avere questo pensiero, ma vorrei farti capire che non esiste solo il classico quoziente intellettivo per dare un giudizio sul potenziale che un individuo può esprimere.

Anzi, a maggior ragione, più si sale di responsabilità e più, quasi paradossalmente, diventa meno importante possedere una forte capacità operativa.

Insomma, la sola intelligenza viene un po’ snobbata ai “piani alti”. 

E allora cosa serve?

È qui che entra in gioco la cosiddetta intelligenza emotiva (o quoziente emotivo).

Ma cominciamo con la sua definizione. 

Anzi, le definizioni.

Sì perché i primi a spiegare questo concetto negli anni ‘90 sono stati gli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer. 

Loro identificavano l’intelligenza emotiva – abbreviata anche in IE – come “l’abilità di percepire ed esprimere le emozioni, di saperle utilizzare, comprenderle e gestirle, in sé stessi e negli altri”

Usa sorta di bravura nel monitorare le proprie e altrui emozioni al fine di guidare le azioni verso un risultato di successo.

Ma se ancora oggi parliamo di intelligenza emotiva, dobbiamo sicuramente dire grazie allo psicologo e giornalista Daniel Goleman che solo qualche anno più tardi è riuscito a rendere davvero popolare quest’idea.

Oltre a farmi innamorare per la prima volta della crescita personale.

Egli diceva che l’IE è “la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli altrui, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente quanto nelle relazioni sociali”.

Insomma, è soprattutto grazie a lui se oggi le soft skill rivestono un ruolo così centrale nel definire la bravura di una persona.

Non è perciò strano vedere che sostanziosi guadagni o spiccate carriere sono principalmente associate a un elevato quoziente emotivo, piuttosto che alla sola intelligenza individuale.

Ma non solo in ambito lavorativo, questa qualità, soprattutto se sviluppata quotidianamente, apporta degli incredibili benefici anche in altri ambiti.

Salute mentale, benessere psicofisico, relazioni, rapporti personali, prestazioni sportive o scolastiche sono tutte sfere che vengono positivamente influenzate da un’intelligenza emotiva in continua evoluzione.

Nel corso degli anni Daniel Goleman ha continuato a studiare il ruolo dell’IE sull’individuo, tanto da venir definito uno dei più influenti business thinker del nostro secolo da testate quali il Wall Street Journal e il Financial Times.

Premiato addirittura dalla Harvard Business Review per aver avuto “un’idea rivoluzionaria”, i suoi articoli hanno fatto il giro del mondo e i suoi libri sono diventati dei best seller.

Uno su tutti?

L’omonima pubblicazione, che ti consiglio di leggere, sul lavorare con intelligenza emotiva.

Ma è solo recentemente che Goleman è riuscito a dare piena forma a tutto il suo pensiero.

Lo schema dell’intelligenza emotiva

Assieme al professore Richard E. Boyatzis, Goleman è finalmente riuscito nel 2017 a dare alla luce il suo modello dell’intelligenza emotiva.

Un modello che si basa su due componenti, definite dall’area personale e da quella sociale.

L’area personale definisce il mondo dell’interno.

Un mondo regolato dall’abilità di saperti ben gestire, ovvero dall’essere in grado di controllare le tue emozioni e rimanere in totale focus sui tuoi obiettivi, sviluppando anche una forte adattabilità a periodi di stress e crisi.

La parte sociale regola invece il mondo dell’esterno

Qui risulta essenziale saperti connettere e sintonizzare con le emozioni delle persone che ti circondano, sviluppando perciò empatia e interesse nei loro confronti.

La gestione emotiva associata all’autoconsapevolezza del saper riconoscere le emozioni e di come esse influenzano le tue azioni, rappresentano i due pilastri su cui si fonda la componente personale del modello di Goleman.

Devi quindi capire come trovare il tuo bilanciamento interiore, senza mai farti distrarre da fattori esterni, al fine di raggiungere quell’obiettivo specifico che ti sei prefissato.

La componente sociale, invece, viene identificata dalla consapevolezza che acquisisci verso la società e dalla tua capacità di gestire le relazioni.

Cosa significa?

Comprendere le dinamiche che esistono all’interno di un gruppo e sviluppare un’empatia tale da influenzare positivamente le loro scelte. 

Grazie alla tua guida, potrai condurli a migliorare come persone che fanno parte di un team, indirizzandole verso il traguardo che vuoi davvero ottenere.  

Quali sono i vantaggi di un'intelligenza emotiva sviluppata?

Devi sapere che padroneggiare anche solo alcune di queste abilità che compongono le sfere personali e sociali, ti permetterà di generare un impatto straordinario nella tua vita, sia professionale che personale.

È un po’ come quel famoso discorso di Julio Velasco, allenatore e dirigente di pallavolo, in cui dice che se potesse migliorare anche solo una cosa in ognuno dei suoi 7 giocatori, si ritroverebbe con una squadra differente, che ha letteralmente fatto un salto di categoria.  

E questo migliorando solo un aspetto.

Tu pensa che hai a disposizione un sacco di competenze su cui poterti focalizzare.

Hai presente quanti salti di categoria potresti fare?!

Ma se posso darti qualche suggerimento, ecco le principali aree dove potresti trarre benefici immediati:

  • Miglior gestione del tempo
  • Riduzione dello stress
  • Incremento della motivazione 
  • Aumento del senso di responsabilità
  • Miglioramento delle relazioni
  • Creazione di un ambiente lavorativo più coeso
  • Sviluppo di una miglior flessibilità e organizzazione
  • Nascita di un forte spirito di leadership
  • Capacità di comunicare efficacemente


Questi sono solo alcuni dei vantaggi che potresti trarre dall’allenamento di una spiccata IE perché poi ci possono infinite situazioni dove l’intelligenza emotiva è fonte di successi.

Immaginati questo esempio.

Sei in ufficio e di prima mattina devi rispondere a un cliente di una nazionalità diversa, magari pure con un fuso orario differente e quindi, supponiamo, già stressato da tutta la giornata di lavoro.

Potrebbe quindi risponderti in maniera scocciata o irritante e tu, visto l’atteggiamento, desideri semplicemente tagliare corto perché oltre a sbuffare stai quasi per rispondergli per le rime.

Ecco, questo atteggiamento porterà magari quel cliente a non voler chiamare altre volte.

E quella videocall che ti ha così infastidito potrebbe costare addirittura diversi ordini da parte dell’azienda di quel potenziale cliente.

Come sarebbe stato meglio agire?

Comprendere le differenze multiculturali, lo stato d’animo dell’altra persona, saper identificare ed essere responsabili delle proprie emozioni è il primo passo per gestire una situazione del genere.

L’intelligenza emotiva non è un qualcosa di astratto.

Essa è applicabile in ogni momento della tua quotidianità. 

Solo quando la percepisci inizi a comprendere quanto sia concreta.

È inutile negarlo…

Le emozioni sono dei fenomeni istintivi che non puoi decidere di avere o non avere. Però puoi comprendere come controllare le reazioni conseguenti.

Ogni volta che qualcosa ti suscita un’emozione, è necessario osservare ciò che ti succede dentro, definirlo con parole compiute (magari anche dandogli un nome) e analizzare le possibilità d’azione.

Solo valutando attentamente l’influenza che quell’emozione ti ha generato, potrai elaborare un pensiero chiaro con cui prendere decisioni su come agire o reagire.

Mettitelo bene in testa.

Avere il pieno controllo delle emozioni comporta ottenere vantaggi duraturi e di cui tutte le persone che ti circondano (e non solo tu) possono beneficiare.

Come sviluppare un'intelligenza emotiva?

Ok, tutto bello sinora, ma…

Come posso apprendere l’intelligenza emotiva?

Anzi, prima ancora…

È possibile apprenderla o insegnarla?

Certo che sì. 

Chiaro, non ci sono veri e propri libri scolastici con cui imparare la formuletta magica.

Qui bisogna proprio sporcarsi le mani e agire sul campo.

Sì, perché prima di tutto quello che ti permetterà di sviluppare un’intelligenza emotiva fuori dal comune è la tua capacità di osservazione verso chi ti circonda.

Quando sei in una stanza, in un gruppo o in un qualsiasi altro contesto, focalizzati sul riconoscere chi sia la persona che potrebbe avere l’IE più alta e guarda bene come si comporta.

Sfruttala. 

Cerca di stare con lei per quanto più tempo possibile, osservala e prendi nota.

Impara da lei.

E poi?

Inizia successivamente a riconoscere se quello che hai notato in tali persone succede anche a te. 

Di fronte allo stesso stimolo emotivo hai comportamenti simili o opposti ai loro?

Chiedilo anche in giro.

Ad amici, colleghi, famigliari.

Chiedi come vieni percepito dall’esterno, quali sono i tuoi punti forti e quali quelli deboli.

Adesso che ti sei fatto un quadro più completo di come le altre persone ti vedono, agisci ogni giorno con l’obiettivo di migliorare le qualità in cui sei carente, una alla volta.

Impara a dare e ricevere feedback

Continua a focalizzarti sui punti carenti e cerca nel tempo di ottenere quanti più feedback possibili dagli altri.

Solo così potrai capire se la direzione intrapresa per aumentare quella particolare area dell’intelligenza emotiva sta dando i suoi frutti o meno.

Ricevere un’opinione non devi vederlo come una forma di attacco esterno da cui chiuderti a riccio per evitare di ferirti ma anzi, è un momento di crescita fantastico dal quale puoi apprendere come meglio strutturare il tuo percorso di formazione futuro.

Anche quando il giudizio ti sembra solo una critica da cui è impossibile trarre del beneficio, cerca di prenderlo comunque come uno spunto per comprendere meglio l’altra persona, per immedesimarti nei suoi pensieri e nei suoi punti di vista.

Credimi, la prossima volta che dovrai relazionarti con lui o lei andrà molto meglio.

Alla pari, man mano che capisci come sfruttare i feedback ricevuti per migliorare, ecco che tu stesso potresti dare suggerimenti e consigli per far compiere gli stessi passi di crescita anche a chi ti sta attorno.

Diventa un leader

Che sia in un contesto lavorativo o privato, se incarni la figura del leader significa sempre essere in grado di coinvolgere le persone che hai attorno, sapendole ispirare grazie al modo in cui ti comporti e approcci alle situazioni.

Ma non è solo questione di empatia.

Diventare leader significa proprio mettersi in prima fila, sacrificarsi e gettarsi nelle sfide per il bene comune. 

È farsi guidare dalla responsabilità che si è acquisita per portare il proprio team o gruppo verso nuovi traguardi e successi. 

Stai dicendo a tutti che bisogna alzare l’asticella per raggiungere la vetta…

E stai pur certo che nessuno si tirerà indietro.

Tutti vorranno seguirti.

Tutti vorranno continuare a farsi ispirare da te.

Saranno autonomi e sapranno come gestirsi perché sei tu che hai dato loro l’esempio di come fare.

Quindi crea spazi ad hoc in cui le persone che hai attorno possano sentirsi libere di investire tempo nell’accrescere se stessi.

Mai farle sentire inappropriate e mai farle vergognare di questi momenti dedicati.

Un ambiente in cui pian piano germoglia e si sviluppa un’intelligenza emotiva condivisa porta a numerosi vantaggi, quantomai chiari se parliamo di contesti aziendali.

Puoi infatti ridurre i casi di burnout, lo stress da lavoro e, se sei un imprenditore, anche il turnover dei dipendenti.

Ma aspetta.

Magari non ti senti ancora con le caratteristiche del leader visto finora.  

Quindi cosa devi fare?

Cerca un contesto del genere. 

Uno in cui trovi un capo da seguire e un gruppo desideroso di migliorarsi.

Diventa parte di quella realtà e preparati a beneficiare di tutti i risultati impressionanti visti sinora che tutti coloro che seguono un leader trasformazionale stanno sperimentando.

Solo così, apprendendo da un ambiente stimolante, potrai un giorno essere tu a crearne uno tutto tuo in cui le tue azioni saranno d’ispirazione per gli altri.

Generando uno stato di focalizzazione sull’obiettivo talmente alto da portare le persone che ti circondano a stupirsi di quello che riescono a fare, proprio perché non è mai stata la loro normalità.

Uno stato in cui, qualunque cosa succede, chiunque diventa in grado di gestirla.

Si crea così quello che Goleman stesso chiama “social brain”. 

Una sorta di ponte o connessione che si crea tra le menti che condividono uno stesso ambiente e perseguono uno stesso risultato.

Il cervello cerca di indagare cosa succede nella testa dell’altra persona, stabilendo con essa una comunicazione non verbale per esplorare i suoi sentimenti, emozioni e intenzioni.

Così ci si contagia vicendevolmente in un processo in cui i pensieri e le azioni del gruppo diventano sempre più in simbiosi con gli stimoli motivatori che il leader stesso è stato in grado di trasmettere.

È possibile calcolare l'intelligenza emotiva?

Puoi dire di avere una forte intelligenza emotiva solo quando sei in grado di trovare l’equilibrio necessario per gestire tutte quelle tensioni che normalmente ti causerebbero degli stati di angoscia e turbamento. 

È proprio grazie a quel bilanciamento che hai sviluppato difronte a precise emozioni che concretizzi strategie ben definite con cui rendere efficace il tuo piano d’azione.

Questo perché arrivi a un punto in cui riesci a vedere e dare un nome a tali emozioni.

Ti appare tutto chiaro e limpido.

Sì vabbè…ma questa condizione si raggiunge dopo anni e anni, dirai.

Hai ragione, ci vuole tempo e pratica quotidiana per raggiungere questa percezione di sé e degli altri.

Come fai quindi a sapere dove ti trovi ora? 

Quanto sei lontano da quell’obiettivo che oggi ti appare così irraggiungibile?

Ecco, oltre a seguire tutti i consigli pratici dati sinora per evitare di diventare un “analfabeta emotivo” puoi anche usare il famoso test MSCEIT, acronimo di “Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test”, per scoprire quanto è alta la tua intelligenza emotiva.

Attraverso una serie di domande basate su scene di vita quotidiana, metterai alla prova le tue abilità emotive per definire come percepisci, comprendi, regoli e agisci alle emozioni.

La validità di questo test è tale che al giorno d’oggi è diffusamente usato anche in contesti professionali, sia per valutare i candidati durante un processo di assunzione, sia in ambiti educativi che in contesti di trattamenti terapeutici.

Conclusioni

Ci avresti mai creduto a un mondo in cui non sarebbe più stato il quoziente intellettivo a far da padrone?

Di colpo, l’intelligenza emotiva è diventata quell’unico superpotere che, se coltivato come si deve, ti permette di raggiungere la maggior quantità di successi possibili.

Intesa come la capacità di saper riconoscere, gestire e utilizzare le tue e le altrui emozioni, l’intelligenza emotiva ti permette di sbloccare un percorso di crescita personale dai risultati inimmaginabili.

Inizierai a osservare i tuoi sentimenti, a renderti conto dei comportamenti che tieni e a farti domande sulle tue opinioni, credenze e pensieri.

Tenendo traccia di tutte queste scoperte (magari in un diario, perché no?) riuscirai a diventare sempre più oggettivo nella consapevolezza di ciò che ti smuove.

Sviluppando una migliore interazione con te stesso e con le persone di cui ti circondi, sarai in grado di raggiungere i tuoi obiettivi e di conoscere nuove aree inesplorate di te stesso.

L’intelligenza emotiva può essere per te davvero la chiave per fare carriera, puoi decidere oggi di iniziare il tuo percorso di Crescita Intenzionale con me e lavorare nello specifico sul tuo sviluppo di carriera.

Se pensi di averne bisogno contattami oggi stesso e sarò felice di aiutarti!

P.

Inizia ora la tua crescita

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