Come il surf può migliorare la tua autostima

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Oggi hai l’oceano davanti ai tuoi occhi. 

La sabbia calda dove affondare il piede a ogni passo e un vento da nord che increspa le acque, fanno da cornice alle decine di tavole che scivolano a pelo dell’acqua.

Ora ti starai chiedendo: 

Cosa c’entra il surf con la crescita personale?

Stammi accanto che tra un’onda e l’altra voglio proprio raccontartelo.

In questo articolo ti parlerò di una delle mie più grandi paure e di come sono riuscito ad affrontarla.

Tra un attimo capirai tutto, ma prima dobbiamo fare un passo indietro.

Fin da piccolo ho sempre avuto una paura matta dell’acqua

Nuotare mi terrorizzava e, in generale, il mare l’ho sempre visto come un grande ostacolo che mi faceva essere molto diffidente. 

Alla fine, chiaramente, ho imparato anche io a nuotare, ma al contempo sentivo crescere in me un grande timore nello stare in mare aperto.

Un’insicurezza che mi ha accompagnato negli anni, continuando a farmi provare quel senso di sfiducia che mi portavo dietro sin da piccolo e che non accennava proprio a mollarmi.

Così il tempo passa, cresco e finisce che mi abituo a non voler più affrontare ciò che mi stava bloccando.

Però non potevo fingere in eterno.

Ogni volta che volevo entrare in mare e provare a nuotare un po’ più a largo succedeva qualcosa di strano…

L’acqua riflette l’immagine che le mostriamo. 

E ogni volta che mi rivedevo, avevo solo voglia di spazzare via quell’insicurezza che mi portavo appresso.    

Così, qualche estate fa, ho deciso di fare una nuova esperienza. Qualcosa che potesse proprio sfidare quel mio grande limite.

Ecco l’idea!

Partire per Fuerteventura e iscrivermi a una scuola di surf.

Subito dopo aver prenotato mi colse una strana euforia. 

Avevo deciso di credere in me stesso e nelle mie capacità, consapevole che quella non sarebbe stata solo una sfida, ma una vera prova con me stesso.

Insomma, quest’esperienza aveva un significato enorme per me.

Vista del mare dalla spiaggia con una barca a vela in lontananza

Atterrato all’aeroporto di Fuerteventura sentivo un misto di emozioni contrastanti. 

Come potevo aver scelto di stare in mezzo all’oceano con solo una tavola al mio fianco?

Il dubbio di incappare in un fallimento era forte nei miei pensieri, ma appena scesi le scale dell’aereo fui travolto da un grande entusiasmo. 

Mai come in quel momento sentivo avvicinarsi una svolta non solo per la mia paura, ma per la mia vita.

Di lì a poche ore sarei stato catapultato in acqua e in me c’era solo la voglia di riuscirci. Di dimostrarmi che tutta la sfiducia potevo ormai lasciarmela indietro.

L’indomani la sveglia era all’alba e così era anche arrivato il grande giorno. 

Era tutto vero, non potevo più scappare. 

Mi hanno dato una muta e una tavola. Scelto lo spot, scarichiamo le tavole da surf dal furgoncino. 

Era arrivato il momento. 

Dovevo solo credere in me e vincere le mie paure.

Dopo qualche dritta sulla tecnica non perdo tempo ed entro con il gruppo e l’istruttore nell’oceano e…

Cavolo, non me l’aspettavo. 

Mi stavo lanciando tra le onde come mai mi sarei aspettato.

Non riuscivo ancora a stare in piedi sulla tavola, ma avevo capito fin da subito che potevo farcela.

Continuavo solo a ripetermi con un sorriso stampato in viso: “questa è la cosa più bella che abbia mai fatto”.

Mi stavo divertendo un sacco.

E volevo che quella diventasse un’esperienza indelebile nella mia vita.

I primi giorni sono stati un susseguirsi di cadute mirabolanti. In ogni lezione sembrava che stessi sperimentando nuovi modi strampalati per cascare in acqua. 

Ma la pratica e la mia forte volontà di raggiungere l’obiettivo mi stavano aiutando a migliorare.

Il giorno dopo, eccola là. La mia onda. 

Ero riuscito a stare in piedi sulla tavola da surf e cavalcare un’ondina. 

Pochi secondi, ma preziosi. 

Ero orgoglioso di me. 

C’ero riuscito!

E ci stavo anche prendendo gusto. 

Ricordo che quella sera ero andato a letto stanchissimo, ma tremendamente felice. 

Non stavo neanche più pensando ai motivi che mi avevano spinto a scegliere quest’avventura. Penso proprio di essermi addormentato con un enorme sorriso stampato in volto.

I giorni successivi ero diventato quello più coraggioso del gruppo

Rassicuravo anche i nuovi arrivati dando loro quei pochi consigli che mi erano serviti i giorni precedenti. 

Attorno a me era tutto magnifico.

Ma a un certo punto successe una cosa inaspettata…

Uno degli ultimi giorni ci avevano portato in acqua anche se il tempo non prometteva nulla di buono. 

Un oceano troppo agitato e un vento che si stava alzando sempre più, facevano da contorno alla lezione di surf che mi avrebbe aspettato.

Solitamente avevo energia da vendere ma quel giorno, dopo neanche un’ora, mi sentivo esausto. 

Cercavo di tornare a riva, ma una corrente contraria non mi permetteva di raggiungerla. 

Era davvero forte. 

Nuotavo più che potevo ma non riuscivo a tornare. 

Ero a qualche decina di metri dalla spiaggia eppure non vedevo ridursi quella distanza.

Stanco e affannato, iniziavo ad avere paura di non riuscire a raggiungere la terra ferma. 

Eccola, era tornata quella sensazione di insicurezza.

Ero spaventato e il cuore mi batteva all’impazzata. A stento riuscivo a respirare e, dall’agitazione, iniziai anche a bere acqua.

Sprofondai più volte per via delle correnti e delle onde, ma, nel panico più totale, accadde che una volta riemersi dalla parte giusta e realizzai subito una cosa fondamentale: 

Non ero “solo”.

Avevo una tavola con me. Sempre legata alla mia caviglia. 

Essa rappresentava un sostegno e un aiuto per stare sempre a galla. 

La tavola era mia amica. 

Come una persona che al momento del bisogno è lì pronta per aiutarti. 

Mi sono rivolto a lei, l’ho afferrata saldamente e da quell’istante ho capito che avrei potuto farcela.

Cavoli, come avevo fatto a non pensarci prima? 

Eppure era sempre stata lì accanto a me.

Salii sulla tavola e, con le ultime forze rimaste, riuscì a tornare a riva, facendomi trasportare sano e salvo.

Posso essere sincero?

Da quel momento in poi nemmeno io ricordo quante onde sono riuscito a prendere. 

Non lo so…

Dopo quella brutta esperienza cercavo solo di divertirmi il più possibile. 

Mi ero deciso a spegnere il cervello da tutte quelle paure che in un attimo sarebbero potute riaffiorare e, rincuorato dalla costante presenza della tavola al mio fianco, mi ero detto che l’acqua non sarebbe stata più un mio problema. 

Ora credevo davvero in me stesso. 

E non sarebbe mai potuto succedere se non avessi compreso che quella tavola, anche nel momento del bisogno estremo, era il mio alleato con cui mi sarei sorretto in ogni circostanza. 

Ci ripensavo mentre ero seduto sull’aereo, durante il decollo. 

Avevo la consapevolezza che quella fosse stata una delle settimane più importanti per la mia crescita. 

Con lo sguardo fisso fuori dal finestrino, ammiravo ancora per un attimo quell’isola che aveva rappresentato il luogo del mio primo trionfo. 

Ero profondamente orgoglioso di me e grato per quel viaggio.

Poi poggiai la testa allo schienale, chiusi gli occhi e sorrisi. 

Sorrisi a lungo. 

Ci ero riuscito!

Dopo aver riaperto gli occhi, ho tirato fuori un libro dallo zaino, aperto la pagina col segnalibro e ripreso a leggere intensamente da dove mi ero fermato la sera prima. 

Come di consueto viaggio con almeno tre o quattro libri ad accompagnarmi e per questa avventura mi ero portato “Il Segreto è Credere in Se Stessi” di Brian Tracy.

Curioso il destino. 

Il tema centrale del libro era proprio l’avere autostima

Quell’autostima che avevo toccato con mano fino al giorno prima e che, secondo l’autore, rappresenta il grado di sicurezza in sé stessi, quel fattore determinante con cui affrontare ogni impresa.

Ho avuto il coraggio di uscire dalla tana che mi ero costruito, colma di incertezze e paure, e trovare quell’energico slancio con cui tutti sono in grado di fronteggiare ogni prossima sfida che li attende. 

Ma come iniziare a mettere la testa fuori da quel nascondiglio dove per troppo tempo sei stato rinchiuso? 

Devi sapere che c’è una bella notizia. 

L’autostima è quell’antidoto che ti permette di uscire dalla tua paura. 

Senza credere in me non avrei mai intrapreso questo viaggio.

Era proprio la lezione che avevo provato io stesso in quei giorni. 

Puoi sentirti preoccupato, ma se inizi a credere in te è possibile vincere quella preoccupazione e spingerti verso esperienze che non avresti mai immaginato.

L’autostima è stata per me la chiave per cambiare il mio punto di vista, credere nelle mie possibilità e iniziare ad affrontare le mie paure.

Ti assicuro, infatti, che ci sono dei metodi che mi sono stati parecchio utili e con cui puoi iniziare ad allenarti per sviluppare la stima in te stesso

Come puoi accrescere la tua autostima

Tornato dalla vacanza stavo ripensando a quanto era accaduto.

Ho ripensato a quei momenti e cosa aveva davvero fatto la differenza.

Di seguito ho identificato 7 elementi che possono aiutarti a costruire una forte autostima. 

1) Sorridi più spesso

Il pensiero positivo, in questo caso rivolto a te stesso, è il primo passo per migliorare la tua autostima.

È da quell’idea positiva con cui inizi a vederti che potrai cominciare a credere in te.

Allontanare il pensiero negativo significa tenere a distanza quel freno che ti divide dalle innumerevoli possibilità che ti circondano. 

Divertiti ovunque, proprio come ho fatto io nel viaggio che ti ho appena raccontato.

2) Decidi cosa vuoi

Avere obiettivi chiari e fissartene di nuovi ti permette di aumentare significativamente la fiducia in te stesso.

Senza una chiara pianificazione rimarrai in balia degli eventi e questo non rafforzerà l’autostima, lasciandola sempre a livelli molto bassi. 

Decidi cosa davvero vuoi e lavora per ottenerlo.

3) Scegli in cosa credere

Devi avere dei valori chiari che siano anche allineati coi tuoi obiettivi. 

Tante persone non riescono ad accrescere la loro autostima perché credono in una cosa e poi ne fanno un’altra. 

Questo disallineamento amplifica la frustrazione ed è una chiara minaccia per la crescita della tua autostima.

4) Fai tanto e spesso

Collezionare successi ti permette di costruire passo dopo passo l’autostima e la fiducia in te stesso. 

Ricorda che puoi sbagliare. 

Non siamo perfetti, ma conta molto di più fare esperienze e rischiare di sbagliare, che non averci mai provato.

5) Coltiva relazioni oneste

Più ti circondi di persone che ti stimano e che ti sostengono lungo il tuo percorso, più tutto ti sarà facile. Proprio come la mia tavola da surf.

Le relazioni ci influenzano in un modo o nell’altro e dobbiamo scegliere accuratamente i nostri compagni di viaggio.

Sei tu a scegliere chi farà la differenza nei momenti di difficoltà.

6) Devi dirti che sei bravo

Le ricompense e la gratitudine hanno un impatto incredibile per costruire l’autostima.

Non dimenticarti di fermarti ogni tanto e semplicemente dirti che stai facendo bene.

Il dialogo interiore positivo determinerà la tua vita emotiva, permettendoti di aumentare le tue prestazioni.

Conclusioni: consigli per aumentare l’autostima

In questo articolo ho cercato di raccontarti una mia paura e di come sono riuscito ad affrontarla iniziando a credere in me stesso.

Ti ho mostrato come puoi acquisire la tua autostima e ora voglio darti altri 3 consigli pratici per coltivarla ancora più in concreto:

Concentrati su te stesso e sul valore che puoi portare in qualsiasi cosa

Questo ti permette di valorizzare ogni piccolo gesto che fai nei confronti delle persone, del tuo lavoro e della tua vita.

In questo modo è semplice aumentare il valore percepito di noi stessi rispetto all’impatto che abbiamo sul mondo.

Anche sulle piccole cose…

Sì, perché anche fermarsi ad ascoltare in modo attivo una persona può diventare fonte di accrescimento della tua autostima.

Non puoi controllare quello che gli altri pensano

Prima ti allontani dall’idea di poter entrare nella testa delle persone, prima riuscirai ad accrescere la sicurezza in te.

Non puoi basare le tue scelte sul giudizio degli altri perché non sono loro che possono determinare le tue scelte. 

Prendi in mano la tua vita iniziando a concentrarti su di te e i tuoi pensieri.

Avrai ancora paura, sarai ancora assalito da dubbi e da insicurezza nella vita

La differenza non la farà avere la certezza di sapere tutto o di essere migliore di qualcun altro.

La farà avere la sicurezza di alzare la mano e chiedere come poter fare. 

Permettiti di sbagliare e imparare dai tuoi errori.

Decidi di comprare quel biglietto aereo e di fare quell’esperienza che rimarrà per sempre indelebile nei tuoi ricordi.

Sarà con quelle decisioni che arricchirai per sempre la tua vita.

P.

Inizia ora la tua crescita

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